Benvenuto/a  nella Basilica di Santa Chiara in Assisi

A te, caro/a pellegrino/a è dedicata questa breve descrizione della basilica, perché tu possa comprendere non soltanto con gli occhi ma anche con il cuore il luogo dove ti trovi: è il luogo in cui è stata sepolta S. Chiara il giorno dopo la sua morte, avvenuta a S. Damiano l’11 agosto del 1253. Qui c’era la Chiesa di S. Giorgio, dove fu sepolto anche S. Francesco, per poi passare alla sua grandiosa basilica.

Appena entrato/a in basilica si spalanca davanti ai tuoi occhi la bellezza maestosa ed umile della struttura architettonica. Non fai in tempo a renderti conto che subito sei obbligato ad attraversare una porta stretta che ti porta al cuore della basilica: la cappella dove è custodito il Crocifisso di S. Damiano che parlò a S. Francesco. Esso fu portato dalle clarisse quando, nel 1257, si trasferirono dalla chiesa di San Damiano.
E’ il crocifisso dinanzi al quale San Francesco pregò nel 1205, ricevendone la chiamata a lavorare per la Chiesa del Signore: “Va’ Francesco, ripara la mia casa che, come vedi, è in rovina”. Interpretò dapprima la voce del Cristo come una richiesta a favore del restauro fisico della chiesetta di San Damiano e solo in seguito comprese che il Signore lo chiamava a lavorare per la Chiesa tutta.

La cappella si prolunga, dietro al crocifisso, con il presbiterio (ex cappella del Ss. Sacramento), dove si celebra il sacrificio eucaristico. E’ adornato di affreschi, tra cui l’affresco di Puccio Capanna (1340-46), Madonna col Bambino in trono con i Ss. Chiara, Giovanni Battista, Michele Arcangelo e Francesco, ed altri affreschi della scuola di Giotto e di Lorenzetti. Al fianco destro, di là dalla grata, si apre il coro, il luogo della preghiera delle “sorelle povere”: “non è per voi che è successo ciò, ma per la preghiera delle povere donne di S. Damiano”, diceva S. Francesco ai frati che si gloriavano del loro operato.

Il percorso obbligato ti riporta di nuovo in basilica. L‘interno è strutturato come la chiesa superiore di S. Francesco con una navata unica che termina in un transetto con abside poligonale.               

L’Altare maggiore è racchiuso da un colonnato di 12 colonnine poligonali, opera di uno scalpellino umbro del XV secolo, con una cancellata in ferro battuto del XVIII secolo.

Sopra l’altare maggiore campeggia la grandiosa croce di madre Benedetta (1255-1260), attribuita al cosiddetto “Maestro di Santa Chiara“, recentemente identificato con il pittore Benvenuto Benveni da Foligno, che si vuole sia anche autore della tavola di S. Chiara e di quella della Madonna della Cortina. Ai piedi del Cristo, Francesco e Chiara adoranti e l’immagine dell’abbadessa Benedetta che la commissionò.

Nel transetto di sinistra della basilica, la tavola con la vita di S. Chiara (fine XIII sec.); affresco staccato con Natività giottesca del XIV secolo. Nelle lunette, scene dal Vecchio Testamento, simili a quelle del ciclo superiore nella basilica superiore di San Francesco (fine XIII sec.).

Nel transetto di destra la tavola della Madonna della Cortina (Madonna col Bambino, XIII secolo). Affreschi sempre riferiti a Santa Chiara e scene bibliche del cosiddetto Maestro Espressionista di S. Chiara (prima metà del XIV sec.).

Lo stesso autore, probabilmente, affresca anche le quattro lunette della volta a crociera sopra l’altare. Raffigurano un universo “al femminile” della gloria celeste. Infatti, in ogni vela sono dipinte due sante vergini, ciascuna posta in piedi all’interno di un’edicola marmorea con sotto scritto il nome.

In prossimità del transetto, a sinistra, si apre la Cappella di Sant’Agnese, detta poi anche di San Michele che, con i restauri del 1999-2001, è diventata la cappella del SS. Sacramento. Vi si accede per un grande arco ogivale, ridimensionato in basso da una balaustra di pietra, munita di una cancellata in ferro battuto. Qui sono sepolte S. Agnese (sorella di S. Chiara), la madre Ortolana, l’altra sorella Beatrice e madre Benedetta, la prima abbadessa dopo S. Chiara.

Dirigendoti verso l’uscita, sulla sinistra, puoi scendere nella cripta. Costruita nel 1850-72, ristrutturata nel 1935 in forme neogotiche, si conserva l’urna con i resti mortali di S. Chiara. Di recente costruzione l’ambiente per esporre le reliquie di S. Francesco e di S. Chiara. Il corpo di S. Chiara, ritrovato sotto l’altare maggiore nel 1850, è come il polmone di questo luogo, dove per l’intercessione della santa si riceve un soffio nuovo dello Spirito che reca sollievo al cuore affranto e umiliato. Il Signore ti dia pace!